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Il vetro di Murano
L'isola di Murano è una delle più note di
Venezia, dove vivono circa 5000 abitanti ma che arriva ad una popolazione
di 15.000 persone al giorno nei periodo di alta stagione, quando si
riempie di lavoratori delle fabbriche e dei negozi di vetro, e di turisti
alla scoperta di un'arte antica.
Le tecniche della lavorazione del vetro arrivarono a Venezia
dall'Oriente, ma l'arte raggiunse qui livelli tali da far sì che il Maggior
Consiglio (la classe dirigente di Venezia) riservò a Murano la
possibilità di godere di un proprio regime autonomo di governo e persino di una propria
moneta, chiamata "osella".
Durante la Repubblica esistevano leggi molto
severe nel commercio del vetro e nel controllo dei maestri vetrai:
la riproduzione di pietre preziose e semi-preziose
era di una perfezione assoluta, ed apprezzata in tutta Europa.
I maestri erano considerati un'élite della
società veneziana ed avevano molti privilegi. Uno di questi, era che il nome
del maestro vetraio veniva iscritto nel Libro d'Oro
dell'isola, e dopo la sua morte, i suoi figli si sarebbero
potuti sposare con i discendenti delle famiglie
dei nobili patrizi di Venezia, ed in questo modo diventare essi
stessi
nobili.
I maestri avevano l'obbligo
di vivere a Venezia, da cui non si sarebbero mai potuti allontanare.
In questo modo la Repubblica si assicurava che il segreto della
lavorazione del vetro non venisse conosciuto altrove, e si
garantiva il monopolio
totale della produzione del vetro.
Se i maestri venivano scoperti a fuggire,
il Maggior Consiglio inviava subito i sicari per ammazzarlo e gli venivano confiscati
tutti i beni di famiglia.
Le tecniche di lavorazione del vetro di oggi,
sono le medesime di mille anni fa. L'unica differenza è l'alimentazione
dei forni, che prima venivano alimentati a legna, poi con il carbone ed
ora viene utilizzato il gas.
Il vetro è formato da una
mistura di sabbia di silice, sodio, potassio e calce, che deve cucinare per almeno 12 ore ad
una temperatura di 1200 gradi prima di poter essere modellato.
Quando il vetro è
pronto, il maestro lo estrae dal forno e lo lavora con
grande abilità e molto velocemente, visto che si raffredda in pochi
minuti, e può essere modellato solo fino al raggiungimento di 750
gradi, dopodiché bisogna riportarlo a 1200 gradi per poterlo modellare
nuovamente.
L'oggetto in vetro viene poi inserito
per 24 ore nel forno di tempera, che ha una temperatura di 500-600
gradi e che permette all'oggetto di raffreddarsi senza subire uno shock
termico, e quindi esplodere.
Per ottenere i diversi colori si
utilizzano diversi ossidi minerali, come ad esempio il cobalto per
l'azzurro, il rame per il verde, il cobalto e l'argento per
l'acquamarina, il selenio per il rosso e il magnesio
per l'ametista.
Inoltre ogni maestro ha i propri segreti per
l'ottenimento di colori particolari e unici.
Oggigiorno rimangono ben pochi maestri
vetrai, visto che questo mestiere non viene insegnato in nessuna
scuola, e
l'età ideale per iniziare ad imparare è quella che va dai 14-15 anni direttamente sul
campo, da altri maestri.
Per essere considerato maestro vetraio sono
necessari almeno 15 anni di esperienza.
Esistono due tecniche nella lavorazione del
vetro: il vetro soffiato (con cui si fanno medaglioni, fiori, vasi, coppe
e piatti ) e la scultura in vetro ( per figure e sculture).
Queste due tecniche vengono utilizzate
entrambe nella produzione dei pezzi più complessi.
Gli oggetti in vetro che qui proponiamo
provengono da una collezione privata, e risalgono agli anni '50.
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