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Legno dorato e laccato
Già nel XV secolo a Venezia il mestiere di 'indorador' (colui che dorava il legno) era ritenuto molto
onorevole e
rimunerativo, tanto che spesso gli indoradori veneziani erano chiamati a
lavorare in tutta Europa.
La produzione di mobili dorati si evolse
nell'epoca barocca (1600) e dopo il 1700 si
incominciò a dorare non solo mobili ma anche specchiere sedie e tavolini.
La doratura consiste nel distendere
l’oro in foglia a 22 carati su una
superficie di legno preferibilmente di cirmolo o di tiglio, che
viene prima rivestito con un fondo di
gesso unito a colla di lapin.
Il fondo va accuratamente levigato e
rifinito , poi si applica il ‘bolo’, un minerale adesivo naturale, di cui
vengono applicate quattro mani.
Infine, con un pennello si applica la foglia d’oro e una volta che la
doratura è asciutta, la si lustra con una punta d’agata.
Anche l’uso della lacca sul legno risale al 1600, e consiste nell’applicare uno
strato
di gesso dipinto con colore a tempera e successivamente ricoprirlo con una
speciale vernice.
Verso la fine del 1600 Venezia fu uno dei massimi centri
della produzione italiana, tanto che i mobili veneziani furono considerati
tra i più bei mobili laccati europei.
Nel primo periodo i colori usati a Venezia furono il nero e il vermiglio,
e la decorazione quella a cineseria. Dopo il 1700 la lacca divenne
verde e
dorata.
Nonostante la laccatura e la doratura
abbiano punti in comune, la laccatura richiede una maggiore capacità artistica
dell'artigiano.
La doratura e la laccatura richiedono un’esatta procedura dei vari passaggi,
che richiedono a loro volta molto tempo, il che naturalmente incide sul prezzo del prodotto
finito.
Ancora oggi a Venezia esistono pochi bravi artigiani che eseguono con
mestiere antico questa nobile arte.

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