Storia del Carnevale
Il
termine Carnevale deriva dal latino 'carnem levare'
e cioè togliere la carne, e si riferisce ai festeggiamenti che
precedono la Quaresima ed il connesso divieto di consumare
la carne.
A
Venezia il Carnevale iniziava il 26 dicembre con grandi
balli dati sui campi più vasti della città, e da quel giorno in
poi tutti i campi, la Piazza San Marco e le corti venivano
occupati dai Veneziani che si vestivano in maschera, ballavano,
cantavano e partecipavano a giochi curiosi.
Durante questo periodo, la Rebubblica tollerava tutto.
Mentre nei festeggiamenti ufficiali le rigorose
gerarchie sociali venivano evidenziate, durante il
Carnevale queste venivano temporaneamente nascoste sotto il
travestimento della maschera.
I
festeggiamenti continuavano fino al Martedì grasso, quando
a mezzanotte le campane della chiesa di S. Francesco della Vigna
suonavano a morto ad indicare l'inizio della Quaresima, e nella
Piazza San Marco veniva bruciata 'la vecchia', effige del
Carnevale, che rappresentava il principio della licenza e del
disordine, che viene eliminato con il simbolico abbruciamento,
cosicchè si possa passare dal caos all'ordine.
I
festeggiamenti del Carnevale, così come altre ricorrenze
veneziane, vennero abolite sotto la dominazione austriaca, ma nel
1980 esso venne ricostituito, ed il Carnevale tornò
a Venezia.
Il
Carnevale ora si svolge nelle due settimane che precedono il
Martedì Grasso e l'ultima settimana la Piazza San Marco è gremita
di gente che viene ad ammirare i meravigliosi costumi del
Settecento e delle maschere tradizionali della Commedia
dell'Arte, che si affiancano a travestimenti più inconsueti ed
originali.
La
fine del Carnevale viene ancora segnata dalla bruciatura della
"vecchia" in Piazza San Marco, anche se ormai questo è divenuto
solamente un rito simbolico di una tradizione antica.
Il
Carnevale è molto cambiato nel tempo ma una legge di quel periodo
rimane ancor'oggi invariata:
A
Carnevale ogni scherzo vale!